Il Fabbro
Gareth
"Il Nero"
Biografia
Il fabbro dei bassifondi
Gareth il Nero gestisce una fucina nei bassifondi di Med Sa, ufficialmente producendo "utensili da cucina e strumenti agricoli" – il commercio apparente che giustifica l'attività incessante della sua forgia. Ma la fucina è molto più di quello che sembra: è il cuore pulsante di una rete clandestina che si estende in ogni angolo della città.
La fucina "va giorno e notte", un dettaglio che permette a Gareth di svolgere attività che non potrebbero sopportare la luce del giorno: far sparire prove compromettenti, fondere gioielli rubati in lingotti anonimi, eliminare stemmi araldici da oggetti che potrebbero tradire la loro origine.
Il padre adottivo
Quando una bambina terrorizzata riuscì a sfuggire al massacro dei Figli della Stella del Mattino, fu Gareth ad accoglierla. L'ha "praticamente cresciuta" nella sua fucina, insegnandole non solo a sopravvivere ma a prosperare ai margini della società.
Da lui Gibit ha imparato le regole non scritte del sottobosco: chi sono le persone fidate, come costruire una rete di contatti, l'importanza di ricambiare sempre i favori. La filosofia di vita che Gibit esprime – "Quando si vive ai margini, si impara a fidarsi delle persone giuste" – è l'eredità diretta degli insegnamenti di Gareth.
La rete nelle ombre
Per anni, Gareth ha costruito pazientemente una rete che "aveva funzionato per anni nelle ombre" – un'organizzazione con "tentacoli in ogni angolo di Med Sa". La rete include:
- Assistenti fidati che "hanno imparato a non fare domande"
- Maestro Corvin, il notaio che falsifica documenti con "la meticolosità di un artista"
- Ragazzi di strada che fungono da messaggeri e informatori
- Artigiani e commercianti che forniscono copertura e risorse
- Rifugi sicuri preparati nelle zone rurali fuori città
Gareth gestisce questa rete con la precisione di un generale: mantiene liste dettagliate, coordina operazioni complesse, prepara piani di emergenza. Mesi prima che la crisi esplodesse, aveva già allestito un luogo di riunione alternativo – i sotterranei della vecchia chiesa abbandonata del quartiere ovest – "nascosto, con molteplici vie di fuga."